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Ford Fiesta 1.8 Tddi

auto climatizzata

La Ford Fiesta è una vettura di segmento B prodotta dalla casa automobilistica statunitense Ford, tramite la filiale europea. In produzione dal 1976, nel 2008 è giunta alla sesta generazione.
Il progetto Fiesta iniziò a fine 1969[3], quando il presidente della Ford Division Lee Iacocca decise di realizzare una vettura compatta, a basso costo, da vendere in Europa. La comparsa della Fiat 128 aveva infatti reso obsoleta la “Ford Escort” a trazione posteriore e l’imminente lancio della Fiat 127 e della Renault 5 rischiava di togliere alla Ford altre quote significative sul mercato europeo.

Il nome in codice del progetto fu “Bobcat”, il quale prevedeva anche la costruzione di nuovi impianti di produzione e la progettazione di nuove tecnologie, come la trazione anteriore. Il primo passo fu cercare di costruire un nuovo impianto di assemblaggio ad Almussafes (provincia di Valencia) con l’appoggio del Re Juan Carlos, appena incoronato sovrano. In quel periodo la Spagna stava crescendo soprattutto dal punto di vista economico ed era pronta a diventare nuovamente una potenza europea. Di conseguenza per Ford fu importante addentrarsi in questo mercato.

Nel frattempo, ingegneri e designer lavorarono sulla vettura, il cui primo prototipo era già pronto nel 1970[3]. In particolare vari centri stile americani ed europei, per esempio quelli di Dunton in Gran Bretagna, di Colonia in Germania e la Ghia di Torino, crearono delle maquette basandosi sui dati comunicati dagli ingegneri. Questi ultimi vennero esposti in segretezza a Losanna (Svizzera) a clienti di vari mercati europei, in modo tale da testare l’opinione pubblica. Il prototipo scelto, dal quale discende l’aspetto esteriore della “Fiesta” 1ª serie fu quello denominato “Wolf” e realizzato dalla Ghia a Torino su disegno di Tom Tjaarda e Paolo Martin, lo stesso Martin dichiarò anni dopo in una intervista alla rivista “Automobilismo” che, per accelerare i tempi di sviluppo, il prototipo di forma fu costruito su un pianale della Fiat 127 (dalle cui dimensioni il progetto era originato), dopo aver asportato radicalmente l’intera carrozzeria dell’auto, acquistata per vie indirette.

Nel dicembre 1973, in seguito alla crisi petrolifera, il Comitato di Direzione Ford diede il via libera al “Progetto Bobcat”, soprattutto per via delle caratteristiche della vettura: compatta, leggera e dai consumi ridotti.

La costruzione del nuovo impianto di Valencia iniziò il mese successivo.

Il nome Fiesta non venne scelto fino al 1974, quando la Ford restrinse l’iniziale lista di 50 nomi a 5: Bravo, Fiesta, Amigo, Strada e Pony.[2] Fu Henry Ford II a volersi assumere la responsabilità di scegliere il nome, optando infine per “Fiesta” in quanto era una parola dinamica, allegra e che omaggiava la nuova alleanza tra Ford e Spagna.

La prima serie[1] venne lanciata nel maggio del 1976 e si propose come diretta rivale di Fiat 127, Opel Kadett City e Volkswagen Polo. Agli esordi erano disponibili i motori “Valencia” 4 cilindri in linea da 957 e 1.1 litri (con albero a camme laterale) e i 1.3 e 1.6 litri sempre ad aste e bilancieri. Tali motori derivavano dai “Kent” montati sulla Ford Escort. Le dimensioni della Fiesta prima serie erano: 3,57 m di lunghezza, 1,57 m di larghezza e 1,36 m di altezza, mentre la carrozzeria era disponibile solo a 3 porte. La meccanica era convenzionale: trazione anteriore, avantreno a ruote indipendenti, retrotreno a ponte rigido con barra Panhard, cambio a 4 marce e impianto frenante misto. Lo stile era stato anticipato dal concept “Blue car” realizzato dal designer italiano Paolo Martin durante il suo operato in Ghia/De Tomaso.[4]

Al momento del lancio erano disponibili le versioni “base” (957 cm³ da 45 CV), “L” (957 cm³ da 45 CV e 1117 cm³ da 53 CV), “Ghia” (957 cm³ da 45 CV, 1117 cm³ da 53 CV e 1297 cm³ da 65 CV) e la versione sportiva “S” (1117 cm³ da 53 CV). Nel 1977 si aggiunse la “1.3 S” (1297 cm³ da 66 CV) esteticamente uguale alla “1.1 S” a parte la scritta adesiva “1300” sulla parte posteriore della fiancata. Infine nel 1980 venne introdotta la versione “GL” caratterizzata da un allestimento intermedio tra “L” e “Ghia”. La versione base era riconoscibile per i paraurti neri (ripresi anche dalle “1.1 S” e “1.3 S”) anziché cromati, la “Ghia” aveva un profilo laterale lucido, cerchi in lega e cornici cromate ai finestrini. Gli interni erano più curati sulle “Ghia” e più sportivi sulle “S”, intermedi per le “L” e spartani sulle versioni base.

I punti di forza della Fiesta furono un peso molto ridotto di soli 700 kg circa, consumi ridotti grazie al design aerodinamico per l’epoca, e 1200 litri di volume di carico. A questo si aggiunse una buona visibilità dal posto guida. Il comportamento nei crash test venne ottimizzato dagli ingegneri grazie all’utilizzo dei primi programmi di simulazione al computer, mentre da un punto di vista aerodinamico, il basso Cx di 0.42 incise favorevolmente sui consumi: la versione dotata del 1.0 litri da 40 CV consumava 5,6 litri ogni 100 km alla velocità costante di 90 km/h, 8,2 litri a 120 km/h e 7,9 litri nel ciclo urbano. Per quanto riguarda le prestazioni, la versione motorizzata con il 957 cm³ da 45 CV aveva una velocità massima di 137 km/h e accelerava da 0 a 100 km/h in 17,6 secondi.

La prima serie utilizzava all’anteriore lo schema MacPherson, brevettato nel 1949 dall’ingegnere, e successivamente vice presidente Ford, Earl S. MacPherson. Altre caratteristiche importanti erano i finestrini con pellicole anti-rottura, cinture di sicurezza autobloccanti, il lunotto posteriore riscaldato e il tetto apribile come optional. Le versioni S erano dotate di sospensioni irrigidite e di una barra stabilizzatrice anteriore.

Nel 1977, la Ford provò a vendere la Fiesta anche nel mercato nord-americano per un totale di quattro anni, vendendo circa 300 mila vetture.

Seguendo la scia del successo nel Rally di Monte Carlo, agli acquirenti della Fiesta venne offerta una modifica sportiva per i 1297 cm³ da 66 CV che aumentava la potenza a 75 CV grazie all’uso di due carburatori Weber e di scarichi modificati. Inoltre, il motore venne abbassato di 25mm e vennero aggiunti dei freni sportivi.

Al Salone di Ginevra del 1980, Ford presentò la Fiesta “Supersport” dotata di un assetto ribassato, cerchi in lega leggera da 13″, pneumatici 185/60, spoiler anteriore, posteriore, codolini in plastica ai passaruota e sedili avvolgenti con poggiatesta integrato. Come motori erano disponibili solo il 1117 cm³ da 55 CV e il 1297 cm³ da 66 CV.

Nell’agosto 1981 un leggero restyling interessò tutte le versioni e venne introdotta una versione di accesso alla gamma denominata “Casual”. Le modifiche principali consistevano di paraurti più grandi con angoli in plastica per tutta la gamma (con rostri sulle versioni “S” e “Ghia”), nuovi sedili anteriori più confortevoli di derivazione Escort e cerchi da 13″ sulle versioni “S” e “Quartz”. La gamma comprendeva, oltre alla “Casual”, la “L” (950 o 1.1), la “GL” (solo 1.1), la “Quartz” (950 o 1.1), la “Ghia” (950 o 1.1) e la “S” (1.1 o 1.3).

Con il restyling del 1981 debuttò anche la sportiva XR2, dotata di un 1596 cm³ capace di erogare 82 CV e riconoscibile per la stessa caratterizzazione estetica della precedente “Supersport” ma con fari e fendinebbia anteriori rotondi e i cerchi in lega da 13″ dal nuovo disegno. Le prestazioni della XR2 furono 171 km/h di velocità massima e 10,1 secondi per raggiungere i 100 km/h da ferma. La XR2 venne utilizzata da Ghia come base per il concept Barchetta, presentato al Salone di Francoforte nel 1983.

Nel settembre 1983 fu presentata la seconda serie[1] della Fiesta, non troppo dissimile dalla sua antenata. Ottenne linee rinnovate, un nuovo frontale con fanali rettangolari più piccoli (che incorporavano ai lati anche le luci delle frecce, nella serie precedente collocate sotto i fanali), una sottile griglia del radiatore, un portellone posteriore leggermente più bombato. L’interno venne completamente rivisto e molto meglio rifinito seguendo gli ultimi sviluppi dell’ergonomia, ovvero specializzando le zone a seconda della loro funzione e migliorando i sistemi di riscaldamento e ventilazione. Le versioni L erano dotate di sedili posteriori frazionabili, mentre le XR2 di un body-kit esterno e spoiler posteriore. Anche i fari posteriori vennero ritoccati, pur rimanendo simili ai precedenti. Il coefficiente aerodinamico venne ridotto da 0.42 Cd a 0.40 Cd.

La novità più importante fu l’adozione del cambio manuale a cinque marce per tutta la gamma a partire dal 1984, il cambio a 4 marce fu mantenuto solo sulle prime versioni 957 cm³. Le versioni Ghia avevano anche ampi fascioni laterali paracolpi, paraurti maggiorati con cornici lucide, copricerchi in plastica. Vennero mantenuti gli stessi motori della generazione precedente: il 957 cm³ (45 CV) e il 1117 cm³ (50 CV), inoltre si aggiunse il 1296 cm³ CVH da 69 CV. La gamma fu composta dalle versioni: 950 (957 cm³ e allestimenti “Casual”, “Super” e “L”) e 1100 (1117 cm³ e allestimenti “L”, “S”, “Ghia”). Le “Ghia” si riconoscono per i paraurti in materiale plastico e per i profili laterali con inserto cromato.

Nel 1984 la gamma si arricchì con le versioni 1.6 diesel da 54 CV (“L” e “Ghia”), “XR2” (1597 cm³ CVH da 96 CV) e con il nuovo 1.3 litri funzionante anche con benzina senza piombo. Nello stesso periodo, Ford brevettò una nuova tecnologia sviluppata per le vetture compatte a trazione anteriore, ovvero una nuova tipologia di trasmissione automatica. Quest’ultima era caratterizzata dalla mancanza di vuoti in accelerazione, grazie a una cintura speciale che lavorava fra due assi per cambiare il rapporto. In questo modo, un sistema automatico manteneva il cambio e il motore operanti a livelli ottimali. Le prestazioni di questo nuovo cambio automatico erano paragonabili a uno manuale a sei rapporti. La nuova trasmissione venne denominata CTX e garantì un ottimo comfort di marcia.

Nel 1985 arrivò un nuovo motore offerto con il solo allestimento “S”: 1392 cm³ di cubatura e 73 CV di potenza. Le versioni motorizzate con il 950 cm³ da 45 CV avevano una velocità massima di 142 km/h e acceleravano da 0 a 100 km/h in 19 secondi a causa del peso maggiore (in media 50 kg) rispetto alla serie precedente. L’XR2 aveva una velocità massima di 163 km/h e accelerava da 0-100 in soli 8,7 secondi.

La Fiesta seconda serie, vendette svariati esemplari per tutti gli anni ottanta fino al 1989, quando fu rimpiazzata dalla terza serie.

La terza generazione[1] venne presentata nel marzo del 1989 al Salone di Ginevra e non aveva nulla in comune con la precedente. La nuova Fiesta era diventata una due volumi moderna, tecnicamente più evoluta e con una linea moderna per il tempo, anticipando la moda degli anni novanta che vedeva le linee morbide come protagoniste. Prima della presentazione, la macchina venne testata non solo sui circuiti privati o sul banco prova, ma anche nelle comuni strade per un totale di 3 milioni di chilometri. Questo fu un primato nella storia della Ford, infatti vennero costruiti circa 250 modelli preserie (con diverse tipologie di carrozzeria, meccanica e allestimenti) che venivano testati ogni settimana per qualità, durabilità, consumi e affidabilità. Alex Trotman, al tempo Chairman di Ford of Europe, spiegò l’importanza di tanto lavoro affermando: “La Ford si appresta a raggiungere la qualità massima in ogni area. Noi siamo sicuri che la Fiesta sarà una delle migliori nella sua categoria. I livelli qualitativi desiderati saranno raggiunti grazie a questo programma”.[2]

La terza serie si pose in diretta concorrenza con la Citroen AX, l’appena rinnovata Fiat Uno, la Opel Corsa, la Peugeot 205, la Renault 5 (Clio dal 1990) e la SEAT Ibiza, e come queste offrì per la prima volta la versione a 5 porte. Il motore 957 cm³ venne portato a 1.0 litri e vennero aggiornati i 1.1 litri ed 1.3 litri, tutti potevano funzionare con benzina con o senza piombo. Il diesel passò da 1.6 litri a 1.8 litri di cilindrata raggiungendo i 60 CV. Tra gli optional spiccavano il climatizzatore, l’impianto ABS, lunotto termico e la trasmissione automatica CTX per le motorizzazioni 1.1 e 1.4 litri. Le versioni di serie erano dotate di sedili dal design ergonomico, chiusura centralizzata delle portiere, bloccasterzo e solo su alcune versioni la cintura di sicurezza con i punti di ancoraggio regolabili in altezza.

Nell’ottobre 1989 venne introdotta anche la XR2i con interni dedicati, body kit esterno e prestazioni sportive grazie al 1.6 litri ad iniezione elettronica e testata a 8 valvole, capace di erogare 110 CV. Rispetto ai normali modelli presentava dei paraurti anteriori e posteriori maggiorati collegati da una fascia che correva sulle fiancate e sui passaruota. Questo modello toccava i 193 km/h ed accelerava da 0 a 100 km/h in 9,2 secondi.

Nel 1990 al Salone di Torino venne presentata la RS Turbo, dotata di un 1.6 litri sovralimentato con turbocompressore e capace di erogare 133 CV. Il motore derivava da quello della Ford Escort RS Turbo da cui differiva solo per il turbocompressore: a causa del vano motore più piccolo, il Garrett T3 venne sostituito dal più piccolo T2. Le prestazioni erano uno scatto 0–100 km/h in 7,8 s e una velocità di punta di 212 km/h. La RS Turbo fu prodotta fino al 1992.

In tale anno fu presentata la XR2i 16v, con un 1.8 litri a benzina aspirato da 105 cavalli derivato dal motore della Ford Escort XR3i, ma depotenziato di 10 CV. L’auto presentava una carrozzeria leggermente sportiva, ma non andò a sostituire la RS Turbo (tolta dal mercato a causa delle norme anti-inquinamento). La XR2i 16v fu rimossa dal mercato solamente dopo un anno.

L’erede della RS Turbo arrivò nel 1993: si chiamava RS 1800 e montava un 1.8 litri aspirato come la XR2i 16v, ma capace di erogare ben 130 CV. L’assetto era ribassato, mentre il kit estetico la rendeva immediatamente riconoscibile grazie ai passaruota maggiorati, alle minigonne ed al paraurti anteriore che montava in basso 4 fari rettangolari: 2 fendinebbia e 2 abbaglianti supplementari. La Fiesta RS 1800 era capace di superare i 200 km/h di velocità di punta ed in accelerazione eguagliava la 1.6 Turbo (7,98 secondi sullo scatto 0–100 km/h contro i 7,88 della sovralimentata).

A partire dal 1992 vennero realizzate numerose serie speciali come la Calypso, dotata di un tetto in tela apribile elettricamente e di interni molto colorati. Altre versioni speciali dotate di allestimenti e colori particolari, a volte vendute solo in specifiche nazioni (soprattutto Gran Bretagna), erano la Bravo, la Lady, la Sandpiper, la Festival, l’Economy, la Quartz, la Finesse, la Champ, la Sound, la Chianti, la Magic, la Dash, la Bonus, la Firefly, la Finesse II, l’Olympus Sport, la Flight, la Fresco, la Cayman Blue, la Newport, la Windsor e la Boston, dotata di sedili in velluto e predisposizione radio mangianastri.

Per il mercato italiano il climatizzatore era disponibile solo sulla lussuosa Ghia, la Windsor e la Cayman blue.

Nel 1994 venne fatto un passo avanti sulla sicurezza con l’introduzione degli airbag frontali di serie, di sedili anti affondamento, di uno sterzo collassante e di un pulsante d’emergenza in grado di interrompere il flusso della benzina nel motore in caso di incidente. Nei crash test, questi aggiornamenti migliorarono sensibilmente l’esito finale.

Nel 1995 venne presentata la Fiesta Pro, una versione particolarmente caratterizzata della terza serie, ormai a fine carriera, che si distingueva dalle altre specialmente grazie alla forma dei paraurti dedicati (più arrotondati e avvolgenti e con i fendinebbia di serie). Offerta con le motorizzazione da 1.3 (58 cv) e 1.6 litri 16 valvole (88 cv) disponeva, di serie, dei due aribag frontali, i cerchi in lega leggera, la chiusura centralizzata delle porte, i retrovisori elettrici ed il servosterzo. Per un breve periodo di tempo, questo modello si affiancò alla quarta generazione di Fiesta.

Già a partire dal mese dopo la sua presentazione, la Fiesta terza serie dominava le classifiche di vendita in ben sette paesi europei. Oltre 500 mila vetture vennero vendute nel 1989 ottenendo numerosi riconoscimenti da parte delle riviste di settore. Nel biennio 1990-1992, vennero immatricolate più di 1.8 milioni di Fiesta in tutta Europa. Solo nel 1992, si raggiunse il record di 648.781 unità.

Era disponbile anche 5 porte questa fu la novità.

Fiesta RS Turbo

La RS Turbo possedeva cerchi in lega da 14″ e dei Pirelli P600 185/55 VR14, spoiler posteriore e vetratura con colore tendente al verde. L’ABS e il lunotto termico vennero venduti come optional. Negli interni spiccavano i sedili Recaro e la manopola del cambio e il volante in pelle grigia, con il simbolo RS Turbo cucito nel centro. Inizialmente la vettura venne venduta con quattro colori: Rosso Radiante, Bianco Diamante, Nero e Grigio Mercurio metallizzato, mentre solo verso la fine della produzione si aggiunse il Grigio Polvere di Luna metallizzato. Il motore aveva un rapporto di compressione di 8:1. Il turbo Garrett T2 garantiva 0,4 bar di aumento della pressione e venne scelto anche perché di dimensioni inferiori rispetto al T3 utilizzato dalla Escort RS Turbo. La Fiesta RS era dotata anche di intercooler. Il motore erogava 133 CV a 5500 rpm, con 183 nm di coppia a 2400 rpm, una velocità massima di 212 km/h ed un’accelerazione da 0 a 100 in 7,9 secondi.

Nel 1996 debuttò la nuova versione[1] profondamente rivista, con un design curvilineo e aerodinamico completamente differente pur mantenendo il giro porte della serie precedente (soprattutto la 5 porte: la 3 porte aveva un taglio del finestrino posteriore più arrotondato rispetto alla 3 porte precedente) e una profonda rivisitazione qualitativa degli interni. Il modello nacque da una sinergia con la Mazda e venne commercializzato sotto tale marchio anche per il mercato italiano, con il nome Mazda 121.

La nuova Fiesta dovette confrontarsi con le nuove proposte della concorrenza, quali Citroen Saxo, Fiat Punto, Lancia Y, Nissan Micra e le nuove generazioni di Opel Corsa, SEAT Ibiza e Volkswagen Polo. Spiccò sulla nuova Fiesta il doppio airbag fornito di serie su tutte le versioni e l’ABS disponibile come optional su tutta la gamma. Vennero adottati i nuovi motori benzina Zetec-SE 16 valvole bialbero totalmente in lega d’alluminio (1.25 litri da 75 CV e 1.4 litri da 90 CV) sviluppati in collaborazione con Yamaha ed eletti “Engine of the year”. Rimase il diesel Endura 1.8 da 60 CV, anche se rivisto e, dopo un anno dal lancio, venne riproposto anche il 1.3 benzina 8 valvole ad aste e bilancieri da 60 CV della Fiesta precedente e contemporaneamente adottato anche dalla KA. Infatti, il ritorno del 1.3 Endura da 60CV coincise proprio con il lancio sul mercato della Ford Ka nell’autunno del 1996. Furono di particolare interesse l’assetto piuttosto basso e il rinnovato apparato sospensivo, che garantirono alla Fiesta un buon comportamento dinamico. Nel sistema sospensivo anteriore venne utilizzato un telaio ausiliario per irrigidire la struttura ed isolare il motore, mentre in quello posteriore venne realizzato un doppio assale torcente, con bracci più rigidi e molle più elastiche per aumentare il comfort e l’handling. Le versioni al lancio furono 3: “Studio”, “Techno” e “Ghia”. La “Studio” corrispondeva alla versione base, la “Techno” era la versione più sportiva, la Ghia più rifinita. Rispetto alla serie precedente, l’abitacolo venne ben insonorizzato ottenendo ottimi risultati soprattutto con le motorizzazioni benzina. A questo si aggiunse il contributo del design curvilineo, che permise di ridurre i fruscii dovuti all’aria. Inizialmente le versioni “Studio” e la “Techno” godevano dello stesso prezzo e motorizzazioni ma nel 1997 la “Techno” venne posizionata un gradino più in alto e adottò i paraurti in tinta come accadeva già per la “Ghia”. La Studio adottò solo il motore 1.3 Endura-E al posto dello Zetec 1.25 16V (riservato solo alla “Techno” e “Ghia” che potevano adottare anche il 1.4 litri a partire già dal maggio del 1996). A partire dal 1998 venne introdotto un piccolo aggiornamento estetico: due piccole nervature sul cofano per tutti gli allestimenti. Fu rimosso il nome dell’allestimento (Studio, Techno o Ghia) sui parafanghi anteriori e fu spostato sul portellone posteriore, sul lato sinistro, ove fino ad allora aveva trovato posto lo stemma “16V” (per i motori 1.2 e 1.4 Zetec). L’allestimento “Ghia” perse lo storico stemma a favore di una semplice scritta “Ghia” in corsivo. La commercializzazione della vettura venne accompagnata dallo slogan “Finisce l’era delle utilitarie” per evidenziare i passi in avanti rispetto al modello precedente. Per quanto riguarda le prestazioni, la versione motorizzata con il 1.8 litri diesel accelerava da 0 a 100 km/h in 16,6 secondi e aveva una velocità massima di 154 km/h, mentre quella motorizzata con il 1.4 litri benzina da 90 CV aveva una velocità di punta di 175 km/h e accelerava da 0 a 100 km/h in 11,55 secondi. Il 1.25 litri benzina arrivava a 168,3 km/m ed arrivava da 0 a 100 km/h in 11.64 s grazie ad una rapportatura molto corta[5]. Infatti, quest’ultima è stata la motorizzazione più diffusa in Italia. Le Fiesta 1.4 litri benzina e le 1.8 litri Diesel erano anche dotate di freni a disco autoventilati sull’anteriore, al contrario delle altre, dotate di dischi pieni. Con il passare degli anni, sempre per rimanere sempre sullo stesso prezzo di lancio, anche la gestione elettronica dei motori venne fortemente semplificata e i rapporti del cambio allungati.

Nel 1997, la Ford realizzò su questa generazione di Fiesta anche una piccola coupé chiamata Puma. Anche per questa ragione, non venne mai messa in vendita una versione con motori più spinti e allestimenti sportivi dedicati.

Quarta serie restyling: 1999-2002
Nell’autunno 1999 la Fiesta venne ristilizzata[1], con l’introduzione del frontale in stile “new edge”, simile a quello della Focus prima serie. Cambiarono semplicemente i gruppi ottici anteriori, la mascherina, i paraurti, i cerchi, il logo “Fiesta” sul posteriore e il terzo stop all’interno del lunotto. I cerchi in lega ottennero nuovi disegni, mentre il mangianastri venne sostituito da un lettore CD. Vennero apportate delle piccole migliorie soprattutto al sistema frenante, come i dischi autoventilati e i tamburi maggiorati per le versioni dotate di ABS e delle piccole prese d’aria sui parasassi per il raffreddamento dei freni, tallone d’achille dei primi esemplari. Nella primavera del 2000 comparve anche un nuovo motore a gasolio, un 1.8 litri turbodiesel da 75 CV, apprezzabile per i consumi contenuti, ma non per le prestazioni: l’assenza dell’intercooler e la bassa pressione di sovralimentazione non lo rendevano brillante. Seguì la sportiva “Zetec-S”, con un 1600 da 103 CV, con cerchi in lega da 15 pollici e ruote da 195, ABS+TCS, paraurti maggiorati, tinte ed interni specifici. Il restyling venne anche utilizzato come base per la Ford Ikon, una berlina tre volumi per i mercati emergenti e per la variante furgonata chiamata “Fiesta Van”. Questo modello fu anche l’ultimo ad essere prodotto nell’impianto inglese di Dagenham, il quale passò successivamente alla produzione di motori.

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Anno: 2001
produttore: Ford
Modello: Fiesta
Cilindrata: 1.700 Cc
Chilometri: 181.000
Marce: 5 Marce
Prezzo:
Cambio: Manuale
Luogo: Licata
Condizioni: Usato Privato
Porte: 4/5
Motore: Diesel
Colore Esterno: Grigio Metallizzato
Colore Interno: Nero
Consumo: Città / Autostrada
Climatizzatore: Clima Manuale
Garanzia: 12 Mesi

Fuel Efficiency Rating

  • Città: N/A
  • Autostrada: N/A

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Fiat Bravo 1.6 Multijet 105 cv DYNAMIC
ALFA ROMEO GIULIETTA 1.6 JTDM – 105cv Distinctive
Ford kuga 2.0 tdci 140 cv 4×4 titanium plus 2012
Fiat 500 1.3 Multijet 16V 95 CV “Lounge”
VOLKSWAGEN Golf 7ª 1.6 TDI – “CUP EDITION”
FIAT PANDA 1.3 MJET 75 CV
Fiat Bravo 1.6 Multijet 105 cv Emotion
Peugeot 3008 1.6 hdi 110 cv premium pack- 2012
AUDI Q3 2.0 TDI 140CV S-Line Navi Xenon
Grande Punto emotion 1.3 multijet 90 cv 5 porte
TOYOTA RAV 4 2.0 D4D SOL 5P
RANGE ROVER EVOQUE 2.2 TD4
LANCIA YPSILON 1.3 MULTIJET
VOLKSWAGEN Golf 7ª 1.6 TDI – “CUP EDITION” – 2014
Fiat Bravo 1.6 Multijet 120 cv Easy
ALFA ROMEO GIULIETTA 1.6 JTDM – 105cv Distinctive
Peugeot 3008 1.6 hdi 110 cv premium pack- 2011
KIA SPORTAGE PLUS 1.7 CRDI 115CV
Alfa Romeo Giulietta 1.6 mjet – 105cv Distintive
Nissan qashqai 1.5 dci urban edition 2wd – 2011
Fiat 500x 1.6 mjet 120cv pop star
ALFAROMEO 147 1.9 JTD 115 CV 5P PROGRESSION
Alfaromeo 164 2.5 Td – Anno 1988 – 49.000 Km
Audi A3 Sportback 2.0 tdi “Ambition”
Fiat Punto 1.9 jtd El
Fiat 500 1.2
Fiat 500 X – City Look “Lounge” – 2015
Peugeot 205 1.9 GTI
Renault Scenic 1.9 Dci Autentique
Citroèn C3 – 1.4 Hdi “Seduction” – 70 Cv
Toyota Rav 4 D4-D – 2.0 Tdi – 3 Porte
Ford Kuga 2.0 Tdci Titanium “S”
Fiat Punto EVO – 1.3 Multijet 75 Cv “Dynamic”
Audi Q3 2.0 tdi – “Advance”
BMW X5 – 3.0d cat – Restyling – Cat. futura – E53
Ford Fiesta 1.8 Tddi
VolkSwagen Golf 5° Serie – 2.0 TDI DPF 5p. – GT Sport
Nissan Qashqai TechView Edition – Anno 2012
Mini Cooper Countryman D – 1.6 cc
Ford Kuga 2.0 Tdci 136 CV
Lancia Ypsilon 1.3 MJT 16V 95 CV 5 porte ” GOLD “
Ford Fiesta – 1.6 Tdci 95 CV – “Econetic”
Ford Kuga – 2.0 TDCi 140 CV 2WD Titanium S DPF – 2012
AlfaRomeo Giulietta – 1.6 JTDm-2 105 CV Distinctive – 110.549 Km – 2010
BMW – Serie 1 – 120-D M-SPORT
Citroen C2 1.1 Cc “Elegance”
Alfaromeo Giulietta “Distinctive” 1.6 Mjt da 105 Cavalli
Fiat panda 1.3 Multijet- 16V 70 Cv
Volkswagen Golf 6° Serie – 1.6 TDI DPF 5p. BlueMotion
Land Rover – RANGE ROVER EVOQUE ED4
Jeep Renegade MY16 1.6 Mutijet 120 cv “Longitude”
Grande Punto 1.3 Multijet “Emotion” con Clima
Alfaromeo Giulietta – “Distinctive” (Restyling) – 1.6 Cc
Alfa Romeo Giulietta “Distinctive” – 1.6 105 Cv
Lancia Delta “Hard Black Edition” – 1.6 Cc – 120 Cavalli
Ford Kuga 2.0 TDCi 136 CV 2WD Titanium S (Restyling) – 2012
Volkswagen Golf IV 1.9 TDI/101 CV cat 5 porte
Suzuki Jimny Ddis – 1.5 Cc 65 cavalli – 4×4 trazione Integrale
Volkswagen Golf 1.6 Tdi 105 cv Bluemotion technology Team
Peugeot 207 – 1.4 HDi 70CV 5p.
Kia – Retona DX 4X4 – 2.000 Cc
Fiat Grande Punto 1.3 M-jet 90 cv Dynamic
Bravo 1.6 MJT 120 CV DPF MyLife
Renault Clio 1.5 Dci – 5 Porte
FIAT CROMA “MUST” 1.9 MULTIJET – 2007
FIAT 500 1.3 MULTIJET “LOUNGE” + NAVIGATORE
Kia Sportage – “Class” – 1.7 CRDI – 115 Cavalli
Fiat Grande Punto 1.3 m-Jet 75 cv Dynamic
Ford Kuga – 2.0 TDCi 136 CV 2WD – “Titanium” DPF
Fiat Grande Punto 1.3 m-Jet 75 cv Dynamic
Ford Fiesta 1.6 Tdci 90 CV
Nissan Qashqai – 1.6 dCi DPF “Executive” – 2013
Ford Fiesta 1.6 Tdci 95 CV
Lancia Musa 1.3 multijet 90 CV Platino
Ford Kuga 2.0 tdci 140 cv
Volkswagen Golf VI 1.6 Tdi 105 cv Comfortline 5p
Smart Fortwo 1.0 Mhd Passion
Fiat 500 L “Easy” 1.3 MultiJet
Fiat 500 Lounge – 1.3 Multijet
Volkswagen Tiguan 2.0 TDI
Fiat Grande Punto 1.3 m-jet 75cv Dynamic
Audi Q3 2.0 Tdi 140 CV
Citroen C3 Seduction Hdi – 1.4 – Anno 2011
VolkSwagen Golf 7° Serie – 1.6 TDI DPF 5p. “Comfortline”
Lancia Ypsilon “Platino” – 1.3 Multijet
Fiat 600 – 1.1 Cc – Anno 2005 (Novembre)
Fiat Bravo 1.6 MultiJet 120 Cv – “Easy”
Fiat Punto 1.3 Mjt Dynamic
FIAT PANDA “Easy” 1.3 MultiJeT 95 CV S
Lancia Ypsilon 1300 Multijet
Bravo 1.6 MJT 120 CV DPF MyLife
Fiat seicento 1.1 fire
VolkSwagen Tiguan Sport & Style
Panda 1.3 Multijet 16 V
Smart for Two Coupè Cdi
Opel Zafira “Elegance” 2.0 Dti
Bmw 118-D “Eletta”
Ford Fiesta 1.6 tdci 95 cv Econetic
Nissan Qashqai 1.6 dci 130 CV Acenta del 2012

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